Giardino Euroflora

Il giardino delle diatomee per euroflora 2018
Per Euroflora 2018 siamo stati selezionati tra i 10 paesaggisti per il concorso dei Giardini creativi con la proposta Il giardino delle diatomee, un’installazione per scoprire le forme e la perfezione della natura in un dialogo tra il regno vegetale e il regno delle alghe, confrontando l’ecosistema terrestre a quello acquatico.


Le diatomee sono alghe unicellulari microscopiche presenti in acque salate, salmastre e dolci; la loro caratteristica più affascinante è la varietà di forme geometriche come stelle, triangoli, quadrati, cerchi, ellissi, in una infinita sequenza di minuscole opere d’arte finemente cesellate e perfette come solo la natura a scala microscopica sa regalarci.


Il microcosmo acquatico e misterioso delle diatomee è stato confrontato all’habitat terrestre delle piante anch’esse scelte soprattutto tra le succulente per la regolarità e natura geometrica.


La planimetria del giardino, composta da “onde di vegetazione”, era caratterizzata da grandi “isole” fluttuanti, le diatomee realizzate con tessuto di feltro di colore blu, sulle quali si stagliavano in una composizione geometrica varietà di succulente, soprattutto Echeveria sp, per formare un tappeto astratto e multicolore di forme viventi.


A simboleggiare l’acqua erano stati inseriti alcuni specchi circolari di varie dimensioni; tra le isole e al loro interno hanno aggiunto un effetto illusionistico moltiplicando i piani e i colori e riflettendo il cielo e la scenografia dei parchi di Nervi.


La parte esterna della composizione era caratterizzata da onde a copertura massiva di Helichrysum e Rosmarinus, dal forte aroma marino; contro il tappeto di elicrisi e rosmarini si stagliavano esemplari di corbezzolo per aggiungere verticalità alla composizione, mentre le onde interne che racchiudevano il passaggio a prato sono state composte con Festuca glauca, fichi d’india e Aeonium.


Il lotto assegnatoci comprendeva degli alberi già esistenti, una palma da datteri e una Phytolacca dioica; la palma veniva riflessa negli specchi e riportata su molteplici piani, la phytolacca è stata un elemento di ispirazione che ha aggiunto verticalità e movimento, poiché abbiamo installato degli specchietti bi-faccia che giravano con il vento dando l’effetto di una cascata d’acqua sospesa.